Pistoia. “Dialoghi sull’uomo” entrano nelle case: al via domani il festival ‘virtuale’

NewTuscia – Pistoia – Era il 2010 quando a Pistoia nacque “Dialoghi sull’uomo”, un festival di approfondimento dedicato ideato da Giulia Cogoli e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia per  offrire a chi partecipa nuovi sguardi sulle società umane, ponendo a confronto esperti di diversi ambiti in un colloquio che attraversi i confini disciplinari e proponga letture inedite del mondo che ci circonda.

In questi anni “Dialoghi sull’uomo” è cresciuto arrivando a raggiungere circa 200.000 presenze in 10 anni e a creare una serie di libri editi da Utet.

Quest’anno a causa del Coronavirus il festival di “Dialoghi sull’uomo” non potrà aver luogo come di consueto nelle piazze e nei teatri di Pistoia.
I Dialoghi sull’uomo non lasciano solo il loro pubblico: infatti sono state organizzate conferenze in streaming e contributi video nelle giornate che erano previste per la manifestazione, il 22, 23 e 24 maggio.

Il tema della XI edizione è: “I linguaggi creano il mondo: voci, suoni e segni per una nuova umanità
La comunicazione, verbale e non solo, è infatti alla base delle società umane, è indispensabile alla loro creazione, è funzionale al loro mantenimento, ne determina i cambiamenti e ne segna profondamente la specificità.  Attraverso la lingua noi definiamo il mondo che ci circonda, lo classifichiamo, lo descriviamo, diamo voce alla nostra fantasia, affermiamo la nostra identità. Il vocabolario che ognuno di noi utilizza è anche l’inventario degli elementi che la propria cultura ha categorizzato per dare senso al mondo in cui vive. Interrogarsi sul rapporto che esiste tra lingua e cultura, significa capire lo sguardo con cui ogni società umana guarda il mondo. A volte le lingue scompaiono, a volte ne nascono di nuove.
«C’è una lingua per comunicare» afferma Giulia Cogoli «Quella che tutti usiamo quotidianamente, c’è la lingua privata – quella dei sentimenti e degli affetti – e la lingua del pubblico, con le sue responsabilità, ma quella stessa lingua può essere modellata, forgiata da abili artigiani come i grandi scrittori e gli artisti hanno saputo e sanno fare, trasformando parole e segni in opere d’arte.  Ci sono le parole dell’odio e le parole dell’amore, perché i linguaggi uniscono o dividono, possono essere tradotti, ma a volte sembrano intraducibili, resta il fatto che non potremmo fare a meno di comunicare, pena la fine della nostra specie».

Saranno  nove, spalmati su tre giorni, gli appuntamenti questa edizione virtuale di “Dialoghi sull’uomo”.
Si comincia domani venerdì 22 maggio” in compagnia del linguista Federico Faloppa (“Il linguaggio al centro di tutto”) che affronterà il tema del linguaggio a partire dalla pandemia e di quanto questa abbia raccontato attraverso il linguaggio un momento così sospeso.

Di seguito il link con il programma degli appuntamenti visibili sui canali social di “Dialoghi sull’uomo”.
https://www.dialoghisulluomo.it/it/22-23-24-maggio-2020-il-festival-entra-nelle-nostre-case

 

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