Intervista al Senatore Ferrara (M5S): “Con il Si al Referendum meno costi e un miglior funzionamento del Parlamento”

NewTuscia – Toscana (PISTOIA): Un banchetto colmo di volantini, con attivisti pronti alla distribuzione di programmi elettorali per le elezioni regionali. Il consigliere comunale pistoiese del M5S, Nicola Maglione, che coordina le attività.

Poi arriva Gianluca Ferrara, Senatore della Repubblica. Comincia a parlare di referendum, dell’importanza di votare ‘si’. Chiediamo se è possibile intervistarlo, risponde positivamente.

Senatore Ferrara: come crede che finirà il Referendum, a livello regionale?

Io ho girato tutta la Toscana ed ho visto piazze piene. Siamo stati a Viareggio con Luigi Di Maio e Paola Taverna e c’erano tantissime persone. Sono quindi più che fiducioso che i cittadini italiani capiscano l’importanza di votare ‘si’. È da quarant’anni che aspettiamo ed adesso c’è la possibilità di fare realmente questo cambiamento.

Uno degli argomenti addotti dal fronte del ‘si’ è che l’attività legislativa con il taglio dei Parlamentari sia più efficiente. Tuttavia questa riforma non va a toccare e modificare il sistema legislativo….

Sono tanti anni che si parla di questo taglio e sono tante le revisioni costituzionali tentate anche in passato. Sono state bocciate. Questa riforma invece è chirurgica: va a tagliare i parlamentari, ma ciò non vuol dire che non si debba, successivamente, intervenire con nuovi correttivi e con altri cambiamenti. Non è vero che non ci sarà un cambiamento del sistema legislativo. Anzi ci sarà un miglioramento: i commissari saranno di meno ci sarà un miglior dibattito legislativo, tante perdite di tempo verranno eliminate.

Una riduzione del numero dei commissari non rischia di incrementare i lavori per coloro che saranno presenti?

No, perché è proporzionale. Si riducono tante perdite di tempo. Se si riducono le commissioni il processo legislativo si velocizza.

Per quanto riguarda i risparmi: nel 2016, durante la campagna elettorale riguardante il Referendum promosso da Matteo Renzi, si obiettava che ‘la democrazia non vale il costo di un caffè’. Perché oggi dovrebbe essere diverso?

Non si tratta del costo della democrazia. Si tratta del fatto che comunque si risparmieranno 300 euro al giorno, che non sono pochi in un momento di grande difficoltà del popolo italiano. È un gesto che può essere un grande segnale da parte del mondo della politica. Magari 300 mila euro al giorno non saranno tantissimi, ma è un inizio. Questo cambiamento non si realizza solamente per un fattore economico: noi ci mettiamo in media con gli altri Paesi europei: gli Stati Uniti di America hanno 300 milioni di abitanti e hanno 530 parlamentari eletti. Quando nel 1963 fu fatta la legge che aumentava il numero dei parlamentari non erano ancora previsti i consigli regionali ed il Parlamento Europeo. Quindi un taglio della rappresentanza non può essere certo vincolata a questo taglio dei Parlamentari.

Senatore: prima accennava alla necessità di ulteriori riforme strutturali da realizzare nel caso in cui vinca il ‘si’. Quali? Quale visione di ordinamento dello Stato hanno coloro che sono favorevoli a questo Referendum?

Già con il taglio dei Parlamentari ci sarà una velocizzazione del processo legislativo. Inoltre dovremo partire con la realizzazione di una nuova legge elettorale. Inoltre dovremo agire sul fronte del taglio degli stipendi dei Parlamentari: noi ci siamo tagliati 111 milioni di euro, io mi sono tagliato 60 mila euro, capitali che sono serviti per aiutare gli alluvionati, per comprare macchinari durante l’emergenza Covid, per creare migliaia e migliaia di partite Iva. In questo momento storico di grande difficoltà serve necessariamente un segnale forte da parte della politica. Oltre alle grandi riforme serve un segnale forte sotto questo punto di vista.

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