Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: la campagna “Questo non è amore” e gli aggiornamenti della Polizia

NewTuscia Toscana – PISTOIA – “La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia”. Con queste parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, si apre la pubblicazione realizzata dalla Direzione centrale della polizia criminale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.

Analizzando i primi dati, nel periodo gennaio-settembre di quest’anno, confrontato con lo stesso periodo del 2019, si registrano numeri inferiori rispetto a quelli dello scorso anno, che risentono evidentemente anche della difficoltà di denunciare del periodo del lockdown, dove tutte e tre le fattispecie fanno registrare un calo. La fascia d’età più colpita è quella che va da 31 a 44 anni, le vittime sono italiane nell’80% dei casi (81% nel 2019), mentre, tra le vittime straniere, predominano quelle di nazionalità romena, anche in relazione alla maggior presenza sul territorio nazionale. Anche gli autori di tali reati hanno un’età compresa tra 31 e 44 anni (39%), in prevalenza sono italiani (74%) e solo il 2% sono minorenni (1% nel 2019).

Per quanto riguarda il nostro territorio si auspica possa riprendere al più presto la nuova edizione del corso “Donne in sicurezza” che da oltre 10 anni ha interessato centinaia di donne della provincia con iniziative realizzate in collaborazione con diversi comuni e che vuole favorire lo sviluppo di una cultura della legalità, e del rispetto delle regole che sono alla base di una vera società civile, ed è finalizzata alla costruzione di un senso di sicurezza nel processo evolutivo delle ragazze affinché possano diventare pienamente responsabili ed essere in grado di proteggersi e proteggere gli altri dalle aggressioni del mondo esterno e diventare pienamente consapevoli dei propri diritti.

Infatti, solo con la piena consapevolezza dei propri diritti si può essere in grado di difendersi, ricorda il Questore di Pistoia Giovanni Battista Scali, è necessario far comprendere a tutte le donne ed in particolar modo alle ragazze che non bisogna mai permettere a chicchessia di ferire, sia pure simbolicamente, la propria personalità, violando così i diritti inviolabili della persona, tutelati dalla nostra Carta costituzionale.

I dati della provincia sono pressoché in linea con gli anni passati.
Nel corso dell’anno il Questore ha irrogato 3 ammonimenti (61 dal 2003),
sono state denunciate 78 persone per lesioni; 26 per minacce, 117 per ingiurie e 13 per violenze sessuali di cui 2 in danno di minorenni.

Inoltre la campagna permanente di prevenzione “Questo non è amore” finalizzata a fornire informazioni alle donne in situazione di rischio, è giunta alla quarta edizione.
Con il coordinamento nazionale della Direzione Centrale Anticrimine diretta dal Prefetto Francesco Messina, il personale della Polizia di Stato a bordo dei camper dedicati al progetto, ha incontrato negli anni migliaia di persone nelle piazze di italiane fornendo informazioni, aiuto, supporto operativo.
Quest’anno le restrizioni Covid non consentono la stessa diffusione capillare sul territorio, ma è stata ugualmente preparata la brochure del progetto e, per facilitare la diffusione in rete degli stessi messaggi di vicinanza della Polizia di Stato, è stato realizzato un video messaggio al quale ha preso parte anche il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli.

Come si ricorderà, infine, dallo scorso lockdown la app YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.
Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio.
Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

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