Inchiesta mascherine; la Regione Toscana si costituirà parte civile

NewTuscia – Firenze –  La Regione Toscana si costituirà parte civile nell’ambito dell’inchiesta della Guardia Di Finanza di Prato su presunte violazioni di alcune aziende che si sono riconvertite, subito dopo l’inizio dell’emergenza covid, alla produzione di mascherine in Toscan; mascherine destinate allaProtezione Civile e all’Estar, il Sistema Telematico Acquisti della Regione Toscana, soggetti estranei all’inchiesta e anzi parti lese che hanno collaborato con le Fiamme Gialle.

Tra i reati ipotizzati, truffa ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture di mascherine chirurgiche, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della manodopera. Un’inchiesta, quella della Guardia di Finanza, con 13 arresti e milioni di mascherine sequestrate, che scuote ovviamente anche il mondo politico con reazioni varie.

“La Regione Toscana si sta costituendo parte civile contro chi ha ordito la frode nella produzione delle mascherine destinate ai cittadini toscani”, la Consigliera Regionale Ilaria Bugetti conferma l’intenzione della Regione di colpire senza infingimenti chi si è macchiato del vergognoso reato di sfruttamento lavorativo e chiarisce: “La Regione, nella fase più complessa della pandemia, è riuscita a rendere complementari l’azione di ricerca e reperimento dei dispositivi di protezione e l’azione di controllo necessario a combattere l’illegalità economica e lo sfruttamento lavorativo”.

La legge regionale per il lavoro sicuro, secondo Bugetti, continua a produrre gli effetti positivi e un plauso particolare va “alle forze dell’ordine e al Dipartimento della prevenzione di Prato che, evidentemente ben diretto da Renzo Berti, ha coordinato i tanti tecnici della prevenzione che hanno lavorato all’indagine incessantemente”.

Infine la proposta che la consigliera regionale identifica come iniziativa non più rinviabile: “Occorre procedere dando piena attuazione alla legge regionale sulla collaborazione tra istituzioni in tema di sicurezza e cultura della legalità, che abbiamo fortemente voluto sul finire del 2019, per assegnare risorse umane alla Procura di Prato e contemporaneamente richiedere al governo “deleghe speciali” per poter combattere lo sfruttamento della manodopera clandestina”.

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