Le perplessità di Fdi sulla scuola: “Rischio concreto di DAD e di lasciare indietro alcuni studenti”

NewTuscia Toscana – FIRENZE – “Oltre al problema del trasporto e dello screening sierologico del personale docente e non docente, esistono per la scuola altre grosse criticità. L’obiettivo da raggiungere per la riapertura in sicurezza doveva essere la creazione di classi con al massimo 15 elementi. Invece in seguito alla mancanza di spazi idonei all’insegnamento e alla formazione di
classi numerose, dovuta in gran parte al taglio degli organici, si renderà necessario il ritorno alla DAD, didattica dell’emergenza da cui è rimasto escluso però quasi il 40% degli studenti, ossia i ragazzi economicamente svantaggiati e i diversamente abili o con problemi di
apprendimento”. Così in una nota stampa Michela Senesi ed Elena Bardelli, responsabile e vice responsabile dipartimento regionale istruzione per Fratelli d’Italia.
“Anche la continuità didattica, che è un diritto degli alunni troppo spesso solo millantato dal Ministero dell’Istruzione, non verrà affatto assicurata: il nuovo anno scolastico infatti – si legge nella nota – inizierà con almeno 200 mila docenti precari. 70 mila di questi in verità, vantando almeno 3 anni di servizio, dovrebbero avere la possibilità di vedersi stabilizzati se il governo italiano rispettasse la direttiva Ce 70/1999 e se garantisse ad essi il diritto al lavoro, come i parlamentari di Fratelli d’Italia continuamente fanno notare, formulando proposte ben precise in merito”.
“A ciò si aggiunge – si conclude la nota – la situazione dei “lavoratori fragili”: in Italia su 730 mila docenti di ruolo più di 300 mila hanno raggiunto l’età di 55
anni ovvero sono classificabili come soggetti più esposti che nel caso di contagio da Covid-19 potrebbero sviluppare conseguenze anche molto
gravi. Con l’approssimarsi dell’inizio della scuola stanno quindi cominciando ad arrivare ai dirigenti scolastici le richieste di esonero dal rientro da parte di questi insegnanti. E i presidi, non avendo ancora ricevuto dal governo linee guida ben precise al riguardo,
giustamente non sanno come comportarsi. Per far luce su questa questione Frratelli d’Italia ha presentato una interrogazione urgente al ministro
Azzolina, secondo la quale sarebbe “tutto a posto”.bCome sempre a farne le spese saranno studenti e famiglie!”

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