M5S tra passato e futuro: in corso gli Stati generali. Entro Natale la struttura direttiva

NewTuscia – Toscana: Lo ha detto Vito Crimi, che del M5S è il reggente ad interim, nel giorno di inizio dei lavori degli stati generali: il M5S avrà una nuova struttura direttiva, verosimilmente collegiale. Struttura che verrà annunciata al più tardi nel mese di dicembre, “sicuramente prima di Natale”. Per arrivare a quel punto, però, il MoVimento deve superare uno scoglio particolarmente arduo. Quello, appunto, degli Stati Generali. Stati generali che, oggi, hanno avuto due protagonisti su tutti: Alessandro Di Battista e Giuseppe Conte.

Ormai non si cerca nemmeno più di negare, né dalla parte di Di Battista né da quella di chi il MoVimento lo ha gestito fino a qualche mese fa, una divergenza di opinioni. L’ultimo motivo di lite si è presentato proprio in questi giorni, con lo stesso Di Battista a chiedere a gran voce che venissero resi noti il numero dei voti ottenuti dai delegati, scelti dalla rete per parlare in quella che, di fatto, è stata la prima assemblea nazionale del M5S. Ma la richiesta è stata disattesa, ed è stato lo stesso Crimi a sottolineare come ‘tali risultati si conosceranno solamente al termine dei lavori”.

Ma è stato Giuseppe Conte ad attirare le attenzioni dei più nel corso del pomeriggio: un Conte che, invitato all’evento, ha tenuto nel suo discorso a rimarcare, in più passaggi, come non sia minimamente interessato a guidare il M5S, o a far parte di questo soggetto politico. Tuttavia lo stesso Conte non ha dispensato consigli ad una componente fondamentale della maggioranza di Governo.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

“Nella vita politica – ha spiegato il Presidente del Consiglio – ci si imbatte spesso nel dilemma tra coerenza delle proprie idee e possibilità di cambiare opinione. E’ un dilemma mal posto. La coerenza è sicuramente un valore, ma quando governi devi valutare la complessità, bisogna avere anche il coraggio di cambiarle le idee, quando ti accorgi che queste sono migliori di quelle che avevamo. E se la coerenza delle stesse idee fa male al Paese si ha l’obbligo morale di cambiarle. La prova del nove è spiegare perché il cambiare idea è una cosa giusta. Siete una comunità che undici anni fa si è messa in gioco, si è offerta di dare il proprio contributo al Paese. Siete una comunità che ha affrontato scelte sofferte, ma che non ha mai mollato”.

E, oltre a ribadire più volte ciò che il M5S è, utilizzando la seconda persona plurale e chiamandosi fuori da un progetto politico che non lo vedrà mai come parte integrante, Giuseppe Conte ha voluto sottolineare “il contributo che il M5S sta mettendo nella lotta al Covid – 19, dimostrandosi responsabile ed attento alle difficoltà in cui si ritrova il Paese”.

E mentre gli Stati Generali del M5S proseguono, mentre viene notata l’assenza, comunque annunciata, di Davide Casaleggio, anche lui ai ferri corti con i vertici pentastellati a causa di differenti vedute sulle funzionalità di Rousseau ma non solo, di nuovo Alessandro Di Battista annuncia a mezzo social che lui ha una gran voglia di mettersi in gioco, attaccando nuovamente i suoi colleghi di partito (pardon, movimento). La corsa per assumere il comando del M5S è ufficialmente cominciata. Ma assumere il comando potrebbe non bastare: occorrerà disegnare certosine carte nautiche per evitare che la nave coli a picco.

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