Ospedali periferici, piano per i vaccini, tracciamento: in Consiglio Regionale si dibatte su come fermare la pandemia

NewTuscia – Toscana (FIRENZE): Un comune sentire dell’importanza del piano di distribuzione del vaccino, la necessità di potenziare le misure di tracciamento e consigli reciproci per affrontare la situazione: è stata, la seduta del Consiglio Regionale della Toscana che si è tenuta stamane, all’insegna del dialogo tra le varie forze politiche. Tanti i temi dibattuti dopo la relazione effettuata dal Presidente della Regione, Eugenio Giani, che, tra le altre cose, ha sottolineato la propria soddisfazione in virtù della discesa del numero dei contagiati.

“E’ importantissimo – ha argomentato Noferi, Movimento 5 Stelle – avere relazioni fresche sulla situazione. Capisco la difficoltà in cui il Prsidente Giani si è trovato. Dal M5S non avrà attacchi scomposti, non è questo il momento delle critiche, ma adesso è il momento dei consigli e dei suggerimenti. Mi fa molto piacere che Lei abbia riconosciuto il valore dei piccoli ospedali. La cosa da fare durante una pandemia è non scatenare il panico della popolazione. Credo che sia essenziale la rete Usca, fondamentale per le cure dei malati Covid, poiché evitano che i medici di medicina generale si ammalino e servono anche ai cittadini malati per avere la percezione di essere curati con successo a casa e. Nello stesso modo anche la guardia medica è fondamentale: non si può dare la percezione che durante la notte non ci sia questo servizio, si genera insicurezza. Riguardo al tracciamento: è fondamentale. Questo va mantenuto, e va recuperato il tempo che è stato perso. Inoltre siamo preoccupati dall’organizzazione della campagna vaccinale: sarà fondamentale avere una rete organizzata che non crei intoppi, soprattutto con la distribuzione della seconda dose”.

“Un favore: magari – ha messo in risalto Montemagni, Lega – se la comunicazione ce la manda prima possiamo lavorare su proposte. Se i dati consentiranno di avere una zona arancione il presidente dovrà impegnarsi a chiederla fortemente. Non tanto per noi, quanto per tutte quelle persone che vogliono lavorare e adesso non ne hanno la possibilità. Abbiamo parlato di posti letto: dal territorio ci arriva la segnalazione che ci servono ancora medici. Avere posti letto senza che vi siano medici è paradossale. Dobbiamo concentrarci sulla medicina territoriale, abbiamo bisogno sui territori di risposte forti. Dobbiamo arrivare all’estate sapendo di essere nelle condizioni di poter curare tutti i nostri cittadini. E’ chiaro che si debba stare molto attenti, ma dobbiamo anche migliorare: abbiamo ancora tanti problemi nel tracciamento: apprendiamo però con piacere che sono stati messi in campo i test sierologici, che già ci sono in varie regioni, anche di sinistra, da un mese e mezzo. Attenzione alle Rsa, attenzione ai bambini nelle scuole ed attenzione ai piccoli ospedali: sono presidi fondamentali soprattutto per i piccoli territori e devono funzionare anche nei confronti di quei cittadini che non hanno bisogno di cure Covid. Spero e chiedo che si prenda in considerazione il picco influenzale che si creerà a gennaio”.

“Noi nel primo consiglio regionale di questa legislatura – ha detto nel proprio inntervento Petrucci, Fratelli d’Italia – chiedemmo più test rapidi utilizzando la rete delle farmacie che riescono ad arrivare ovunque; più asintomatici riusciamo ad individuare, più si riesce a prevenire il contagio; avevamo denunciato la difficoltà della catena dei tracciamenti, dicendo che non occorrevano medici o professionisti avanzati ma sottolineando che bastavano amministrativi: prendiamo atto che ci sono cinquecendo persone che stanno lavorando in questo senso, dunque anche su questo siamo contenti che la nostra proposta sia stata accolta; prendo atto con favore che si torna indietro sconfessando il ventennio di Enrico Rossi alla guida della sanità toscana. Vemnt’anni nei quali si è massacrato la sanità periferica scoprendo tutte le aree interne e creando imbuti ingestibili come Cisanello. Prendiamo atto della volontà di Giani di tornare indietro e ci auguriamo che non siano solamente proclami, come quando ci raccontavate che venivano assunte persone in sanità. Dobbiamo fare una battaglia che vede delle responsabilità in capo a tutti: aver messo medicina a numero chiuso è una scelta folle e drammatica che ricadrà su di noi per anni, dobbiamo avere il coraggio di tornare indietro”.

“Ci sono due modelli – ha dichiarato Stella, Forza Italia – per uscire dalla quarantena: in alcuni casi pur essendo passati ventuno giorni si continua a rimanere a casa perché non arriva la certificazione da parte della Asl. Questo è un tassello fondamentale su cui lavorare. Le chiedo inoltre, Presidente, se possiamo vedere il dettaglio del piano della vaccinazione sul Covid, credo che sia assolutamente importante, anche perché da quello dipenderà la ripresa sanitaria ma anche economica. Trovo diffiicile e scomodo che possano essere fatte le vaccinazioni attraverso gli ospedali. Le chiedo quindi di illustrare compiutamente il piano di distribuzione, così come chiedo di porre attenzione su Rsa e vaccino anti influenzale. Sono fermamente contrario per le mascherine nelle scuole. Le chiedo di fare estrema attenzione su questo elemento e spenda tutti i dieci milioni di euro che sono arrivati per la sanità. Il nostro sistema sanitario ha bisogno di investimento. Sono necessari per la tenuta sociale, per la tenuta del sistema sanitario e per la tenuta economica, altro aspetto per cui viviamo una crisi senza precedenti”.

“Dalle parole del presidente – ha rimarcato Sostegni, Partito Democratico – si evince che le scelte adottate dallo stesso sono state corrette: se noi avremo di nuovo un nuovo picco nelle prossime settimane sappiamo che rispetto ad una crescita esponenziale solo la riduzione dei contatti sociali può generare effetto. Giani ha ben evidenziato la necessità di investimenti. Sulla rete ospedaliera: quella creata in questi anni ha chiuso degli ospedali che non ci sono più. Non c’è un documento in cui si dice di ridimensionare la rete ospedaliera oggi attiva. Il tema della continuità assistenziale: ovviamente c’è bisogno di una revisione, quantomeno nell’ambito dello sfruttamento di strutture che rendano tale modalità di assistenza particolarmente efficiente. Concordo sulla necessità di incrementare il tracciamento. Voglio soffermarmi sul tema dei vaccini Covid: nella scorsa seduta di commissione abbiamo chiesto all’assessore Bezzini di avere un piano preciso, chiedendo allo stesso assessore che ci relazioni quanto prima. Auspico che nelle prossime sedute sia illustrato in commissione. Simil cosa sulle Rsa: il 2 dicembre audiremo l’assessore Spinelli, non solo e non tanto per capire quali provvedimenti vengono adottati oggi nel corso dell’emergenza ma anche per comprendere quale può essere il futuro delle Rsa”.

“Vorrei stigmatizzare il fatto – ha sottolineato Sguanci, Italia Viva – che c’é bisogno di velocizzare il risultato dei tamponi. Mi domando se non sia il caso di poter attingere da quei laboratori autorizzati ma che non sono nella condizione di offrire il proprio supporto. Questo aiuterebbe anche tutte quelle persone che stanno lavorando sul tracciamento. Appreziamo molto che si sia deciso di tenere aperte le guardie mediche, ma vorrei anche chiedere che si stimolassero i medici di famiglia anche nei giorni di sabato e domenica: se una persona al sabato contatta i medici di famiglia non può non essere mandata una ricetta necessaria per chiedere il tampone. Riguardo le scuole: 25 mila tamponi saranno fatto a Firenze nelle scuole fiorentine. Voglio comunque ringraziare per lo straordinario lavoro che tutte le persone stanno compiendo in queste ore per debellare questa pandemia”.

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