Petrocchi, lo sfogo della preside: “Accuse infondate da certa stampa. I genitori bussino alle porte giuste ed educhino i figli”

NewTuscia – Toscana (PISTOIA): Non si è fatta attendere la replica della preside Elisabetta Pastacaldi alle polemiche sorte in questi giorni a seguito della positività al Covid-19 di una ragazza che è risultata presente nell’istituto solo durante il primo giorno di scuola. Raggiunta telefonicamente da NewTuscia Toscana, Pastacaldi ha respinto ogni accusa che le è stata mossa in questi giorni, cercando di fare chiarezza riguardo al ruolo di ASL, genitori ed alcuni quotidiani in questa vicenda.

“La scuola – ha spiegato Pastacaldi – è stata informata dalla ASL della positività di una sua studentessa che ha frequentato solamente il primo giorno di lezione. Alla scuola è stato detto di non fare niente: la mancanza di comunicazione non è da addebitare a noi. Noi non possiamo dare questo tipo di comunicazioni, c’è la privacy. È compito della ASL provvedere a questo”.

Chiediamo alla preside se i ragazzi, per rientrare a scuola, debbano essere sottoposti al tampone: “Non lo sappiamo – spiega Pastacaldi – noi aspettiamo l’autorità sanitaria competente. Non possiamo certo avere autonomia. Quando uno studente potrà essere riammesso alle lezioni ci sarà data una comunicazione. Sicuramente l’iniziativa sanitaria non spetta alla scuola. Sono rimasta stupefatta quando una mamma è venuta a dirmi che non acconsentiva a fare il tampone a sua figlia. Mica li predispongo io i tamponi. Perché prendersela sempre con la scuola? Si cerchino i giusti responsabili”.

Lo stesso discorso viene sollevato da Pastacaldi quando le viene chiesto della DAD: i genitori dei ragazzi in attesa di tampone, infatti, sono rimasti spiazzati e delusi quando non hanno visto attivarsi la didattica a distanza: “Come potevamo prevedere una situazione del genere? Ci aspettavamo che in poco tempo la situazione si risolvesse. Ma si rendono conto i genitori di quante classi abbiamo? E la dad non va bene, e i doppi turni non vanno bene. Io ho saputo dall’ufficio scolastico regionale il numero delle classi che avrei avuto il 13 settembre. In sede ho diciotto classi per nove aule. Cosa dovevo fare? I doppi turni. Se ai genitori non sta bene vadano a protestare sotto l’ufficio scolastico regionale o sotto la provincia, che non si cura dei trasporti degli studenti e li abbandona a loro stessi. Protestino con le persone giuste i genitori e pensino ad educare i loro figli”.

Infine Pastacaldi si sofferma su alcuni articoli che la riguardano, in cui si è accusato la preside di non rispondere alle telefonate di alcune testate giornalistiche: “Sono rimasta stupefatta dal trattamento ricevuto da certa stampa. Leggendo ‘La Nazione’ stamani – ha detto Pastacaldi – non ho potuto che pensare al fatto che qualcuno voglia buttare fango su di me e sulla scuola che gestisco. Io rispondo sempre ai giornalisti, quando sono in orario di ufficio, ma quando sono stata chiamata la scuola era chiusa, non avevo il telefono a portata di mano e non ho preso la telefonata. E devo anche giustificarmi? Non capisco chi tragga vantaggio da un simile comportamento” ha concluso la Preside.

Un pensiero riguardo “Petrocchi, lo sfogo della preside: “Accuse infondate da certa stampa. I genitori bussino alle porte giuste ed educhino i figli”

  • Settembre 28, 2020 in 4:15 pm
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    Cara signora preside Elisabetta Pastacaldi,
    di solito la civile consuetudine vuole che si risponda a chi ci ha scritto e non ad altri, per interposta persona. Per di più le ricordo che abbiamo un indirizzo email e un numero telefonico che lei conosce benissimo per averci contattato innumerevoli volte quando doveva invitarci a conferenze stampa e disparati eventi promossi dal suo istituto.
    Mi pare che abbia anche la memoria corta, visto che ora ci definisce ‘certa stampa’ e ‘macchina del fango’ – evito di commentare, perché sono definizioni che si commentano da sole per il richiamo che evocano a regimi autoritari – dimenticando quante volte tutti quegli eventi e quelle attività sono stati riportati con l’evidenza che meritavano sulla nostra cronaca negli ultimi 15 anni.
    Su un punto siamo d’accordo: lei ha sempre risposto alle nostre chiamate in passato, ma non mi pare proprio che tutte quelle conversazioni telefoniche fossero in orario scolastico. Forse ora ha deciso di essere meno disponibile: ci dica pure in quale fascia oraria l’hanno chiamata sabato scorso – ottenendo una risposta che purtroppo a noi non è toccata – i colleghi delle altre testate per avere conferma e chiarimenti in merito alla classe del liceo che dirige messa in quarantena per un caso di studente positivo al Covid.
    Le do la mia parola che ci adegueremo alle sue disposizioni.
    Distinti saluti
    Cristina Privitera, responsabile dell’edizione di Pistoia/Montecatini de La Nazione

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