#riaprimoilcommercio #riapriamoipubbliciesercizi . A Pisa flash mob dei negozi dalle 10.30 alle 13

New Tuscia – Pisa – Alza la saracinesca. Appendi la locandina. Accendi la luce del tuo negozio. Scatta una foto e postala sui social con l’hastag #riaprimoilcommercio #riaprimoipubbliciesercizi. Poche e semplici le istruzioni per commercianti e imprenditori che vogliono aderire al flash mob di protesta in programma lunedì 4 maggio.

E’ Confcommercio Provincia di Pisa a lanciare l’invito alla mobilitazione con lo scopo di “portare all’attenzione del Governo la tremenda necessità di far ripartire l’economia, anticipando la riapertura di tutti i negozi al dettaglio al 4 maggio e di tutti i pubblici esercizi al 18” – annuncia la presidente Federica Grassini che sottolinea come “l’apertura a giugno di bar e ristoranti porterà a 34 miliardi di perdite, un terzo di tutto il fatturato del 2019 e una media tra il 20% e il 30% di negozi rischia di non riaprire mai più”.

Il flash mob si svolgerà dalle 10.30 alle 13 all’ombra della Torre e in tutta la Toscana, e chi aderirà è autorizzato ad aprire il negozio senza vendere o far entrare i clienti. Momento istituzionale alle ore 12, presso la sede di Confcommercio Pisa in via Chissatello. Saranno presenti, oltre i vertici dell’associazione, a partire proprio dalla presidente Federica Grassini, anche il sindaco di Pisa Michele Conti, il vicepresidente vicario di Confcommercio Alessandro Trolese e la presidente di ConfRistoranti Daniela Petraglia.

Sarà l’occasione per fare il punto della situazione delle nostre richieste e presentare il dossier sull’economia pisana alla luce delle conseguenze disastrose Covid-19, che consegneremo al Prefetto di Pisa con destinazione Roma, Palazzo Chigi, Giuseppe Conte” – aggiunge Grassini: “Se le curve e i grafici della guerra sanitaria per fortuna stanno scendendo, purtroppo quelle delle crisi, delle chiusure e della sfiducia stanno crescendo esponenzialmente. Il Centro studi di Confcommercio stima un crollo prudenziale dei consumi pari a 84 miliardi di euro, con oltre tre quarti della perdita dei consumi concentrati in pochi settori di spesa: vestiario e calzature, automobili e moto, servizi ricreativi e culturali, alberghi, bar e ristoranti. Questi ultimi due, in particolare, sono i comparti che registrano le cadute più pesanti: -48,5% per i servizi di alloggio e -33,3% per bar e ristoranti”.

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