Vicofaro. 31 migranti spostati dalla Diocesi: 25 nella struttura di Spazzavento, 6 in appartamento

NewTuscia – Pistoia – Nuovi sviluppi sulla delicata situazione dell’accoglienza nella parrocchia di Vicofaro; la Diocesi ha trovato una nuova sistemazione per 31 ospiti di Don Biancalani. 25 ragazzi sono stati accolti nella struttura di Spazzavento;  altri 6 – che hanno dimostrato un particolare grado di autonomia – sono stati spostati in un appartamento messo a disposizione dalla Diocesi.

Questa la nota della Diocesi.
“Nelle ultime settimane, come annunciato in precedenza, la diocesi di Pistoia – in aiuto a don Massimo Biancalani, legale rappresentante della Parrocchia – ha raggiunto alcuni risultati nel percorso di nuova accoglienza dei migranti presenti nella chiesa e nella canonica di Vicofaro, volto a superare la situazione di disagio degli ospiti accolti, dovuta anche al numero esorbitante di persone accolte che necessitano di una integrazione piena e costruttiva per un giusto inserimento nella società.

In questo senso, al fine di comprendere le necessità e le peculiarità dei singoli casi, sono stati fondamentali gli incontri che – sia pure con molta fatica – gli operatori incaricati dalla Diocesi hanno potuto effettuare. I colloqui infatti hanno permesso la collocazione di 25 ragazzi nella struttura di Spazzavento e di altri 6 – che hanno dimostrato un particolare grado di autonomia – in un appartamento messo a disposizione con notevole impiego di risorse, dalla Diocesi.

La diocesi auspica che a breve possano riprendere gli incontri con sempre maggiore celerità e con la collaborazione indispensabile del Parroco. Il lavoro portato avanti concorre alla realizzazione dell’obiettivo di garantire una ricollocazione dignitosa degli ospiti in esubero, volta alla piena integrazione degli stessi, sempre nell’ottica di aiutare la parrocchia di Vicofaro a rispettare le prescrizioni richieste dalle Autorità. La Diocesi, in questo contesto, vuole ricordare anche come l’aiuto prestato fino ad oggi alla realtà di Vicofaro si sia concretizzato in sostegno economico, in supporto per i generi alimentari, in un lavoro di costante mediazione per un dialogo personale e istituzionale”.

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