Zero ricoverati per Covid nella terapia intensiva dell’Ospedale San Jacopo

NewTuscia Toscana – PISTOIA – Dopo dei mesi molto difficili in cui era stato messo assai sotto pressione, il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Jacopo intravede la luce: oggi è infatti il primo giorno in cui il presidio non ospita alcun ricoverato.

“Una notizia estremamente positiva –ha dichiarato la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario del San Jacopo – per il nostro Ospedale ma anche per tutta la nostra comunità. In quel reparto dall’inizio della pandemia ad oggi sono stati ricoverati fino a 280 pazienti.
Ricordiamo che durante la prima ondata della pandemia i posti letto di terapia intensiva furono aumentati da 10 a 21 trasformando 3 sale operatorie in terapia intensiva e successivamente rimodulando tutta la terapia subintensiva in terapia Covid. Questa situazione è stata sostenuta grazie all’impegno profuso dagli anestesisti e dai cardiologi, da tutto il personale infermieristico e Oss della terapia subintensiva e del blocco operatorio e dell’Emodinamica, coordinati da Michele Trinci, Tania Fioravanti e Marco Centini. Da ottobre 2020 con la seconda e la terza ondata, è stato necessario modificare 6 sale operatorie in modo da accogliere 13 pazienti e i posti letto di terapia intensiva Covid sono diventati 23 garantendo contemporaneamente l’assistenza anche per le persone che necessitavano di terapia intensiva no-Covid.

Una notizia più che positiva accolta con entusiasmo da tutto il personale medico e da tutta la città di Pistoia. Tuttavia, alla luce dell’intensificarsi dei contagi da parte della variante Delta, anche il direttore della struttura, il dottor Leandro Barontini ha voluto concludere raccomandando di continuare a seguire i protocolli di sicurezza. “Mi auguro – ha dichiarato il dottor Barontini- che il comportamento di tutti continui ad essere attento come lo è stato fino ad ora per poter consolidare il risultato ottenuto. In particolare –sottolinea- invito tutti a sottoporsi alla vaccinazione che rappresenta l’unico mezzo a nostra disposizione per controllare la diffusione del virus ed evitare che ci sia una ripresa dei ricoveri”.

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