Guerriglia urbana a Firenze: almeno 20 fermati, devastate le vie del centro

NewTuscia – Toscana – FIRENZE: Sassaiole, lanci di bottiglie, molotov, bastoni. Semafori divelti. Macchine della polizia distrutte. È successo di tutto nella tarda serata di ieri a Firenze dove, a seguito di una manifestazione di persone contrarie alle chiusure previste dall’ultimo Dpcm emanato dal Governo, una manifestazione non autorizzata ma svoltasi pacificamente, un cospicuo gruppo di facinorosi, scientemente organizzati, ha messo a ferro e fuoco le principali vie della città.

Che l’aria non fosse buona nel capoluogo toscano lo si era capito già dal tardo pomeriggio di ieri, da almeno due fatti: il primo era la vista di come i commercianti avevano sprangato i propri negozi, quasi come se già si sapesse quello che sarebbe accaduto. La seconda è rappresentata dall’appello, fatto dal sindaco di Firenze, Nardella, a tenersi lontani dalla manifestazione che si sarebbe svolta di lì a poco. Un appello accorato, rivolto direttamente alle associazioni di categoria: “la manifestazione non è autorizzata” spiegava il sindaco. Timori e preoccupazioni dunque c’erano già.

Ma non è bastato: verso le 21.00 la manifestazione pacifica ma non autorizzata si era già dissolta in una grande bolla di sapone. E, a poco a poco, giovinastri incappucciati ma senza mascherina, di età molto bassa, alcuni faticano a raggiungere i vent’anni, sono riusciti ad impadronirsi delle strade della città. Tutto è cominciato nelle viuzze intorno a Piazza della Signoria, dove si sono registrati i primi contatti con le forze dell’ordine. Forze dell’ordine che avevano un preciso obbiettivo: contenere i danni. Evitare, quindi, che questi teppistelli da due soldi danneggiassero beni storici ed artistici dal valore inestimabile. I facinorosi nel frattempo ingrossano le loro fila e cominciano a lanciare quello che trovano contro le forze dell’ordine: spranghe, bastoni, cartelli stradali.

Che tutto fosse premeditato lo si caoisce da come sono organizzati i facinorosi: si dividono in gruppetti, in piccoli manipoli, così che possano vandalizzare meglio la città, senza che la polizia possa intercettarli del tutto. Lo scontro si sposta in via dei Tornabuoni. I facinorosi rovesciano tutte le piante che trovano, viene divelto un semaforo nei pressi di Piazza Strozzi. Vengono spaccati vasi di coccio, così che i frammenti possano essere tirati contro le forze di polizia.

Polizia che, a questo punto, comincia a reagire: una carica, poi un’altra, poi un’altra ancora. Saranno sei le manovre di alleggerimento effettuate dagli agenti nel corso di pochi minuti. Si cominciano anche a identificare i dimostranti: alla fine della serata si registrano almeno venti persone fermate dalla polizia: la posizione di costoro è al vaglio della autorità giudiziaria.

Qualche scontro si registra anche in zona Stazione. Ma, quando il tumulto finisce, è tutto il centro di Firenze a mostrare profondamente le cicatrici, nella loro profondità: i dehors delle vie centrali sono danneggiati, cassonetti divelti, l’arredo urbano non esiste più. Resta caos, disordine, sporco. Intorno a mezzanotte i manipoli di violenti si disperdono così come erano venuti. Spetterà alle autorità identificarne il maggior numero possibile. Ma non sarà facile: secondo più autorevoli voci, infatti, molti di costoro sarebbero giunti da fuori città, qualcuno anche d fuori regione, con un unico grande obbiettivo: devastare il centro di Firenze.

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