“Il sindaco in piazza, noi in commissione”, “Evento di parte”. “No, aperto a tutti”: la politica discute sulla manifestazione del 28 ottobre

NewTuscia – Toscana (PISTOIA): Sono passati cinque giorni dalla manifestazione, a cui hanno partecipato ristoratori, lavoratori di piscine e palestre e liberi professionisti, con cui si voleva protestare contro le misure previste dal Dpcm del Governo, con il quale si andavano a chiudere alle 18.00 le attività sopra menzionate. Una manifestazione che molto aveva fatto parlare sia per il motivo per cui le persone si erano date appuntamento in piazza, sia anche perché molti avevano osservato come l’evento, nato apartiticamente, fosse stato organizzato in particolar modo da esponenti di Fratelli d’Italia.

L’accusa che veniva mossa agli organizzatori, in sostanza, era quella di aver cavalcato l’onda della distanza dalla politica per poter avere una manifestazione a loro riconducibile. E anche questo è stato un argomento dibattuto nel consiglio comunale odierno, tenutosi attraverso un collegamento virtuale in rispetto delle norme adottate per tentare di arginare la pandemia da Covid-19. “Personalmente – ha spiegato il consigliere di Pistoia In Azione, Iacopo Vespignani – avrei anche partecipato volentieri se fossi stato sicuro che nella piazza fossero stati adeguatamente rappresentati i punti di vista di tutti e non solo di una parte. Va sottolineato come una manifestazione promossa come apartitica sia stata sponsorizzata solamente da persone vicine ad una certa parte, ad un certo partito. Sarebbe stato meglio che, invece che manifestare su tali questioni, si facesse la propria parte su quelle partite che sono di nostra competenza, come ad esempio il trasporto pubblico locale, su cui Pistoia è particolarmente indietro”.

A rispondere è stato il consigliere Gabriele Sgueglia (FdI), “Il tema della comunicazione – ha detto -spiega molto della stessa: si concentra sulle modalità di manifestazione, sui promotori, sui partecipanti ma non sui temi. Quando si è d’accordo su un tema si dovrebbe cercare di andare oltre alle bandiere e gli schieramenti. Non è possibile pensare che siccome i membri dell’amministrazione si devono occupare di alcune tematiche, non possono occuparsi di altro. Noi durante la campagna elettorale abbiamo molto parlato di trasporto pubblico, tant’è che noi proponemmo delle misure per il settore che poi furono adottate da Giani. La manifestazione è partita dal sottoscritto”. “Se lo dicevi la settimana scorsa adesso non ci sarebbe stata questa comunicazione” ha puntualizzato Vespignani. “Ci sarebbe stata lo stesso” ha risposto Sgueglia.

“Ma lei pensa davvero – ha proseguito Sgueglia rivolgendosi al collega di Pistoia In Azione – che il nostro gruppo politico non sia in grado di organizzare una manifestazione di partito? Non ci sarebbe stato problema. Abbiamo voluto dare uno spazio senza simboli di partito, senza nomi, senza bandiere. Tra gli intervenuti non c’era solamente il consigliere di Fratelli d’Italia, ma anche un candidato del Partito Democratico. Non c’erano altre utilità, non c’erano secondi fini: <eravamo semplicemente a ribadire che le misure sono non necessarie e che con il virus bisogna convivere".

"Cerco di andare per punti: io – ha argomentato Walter Tripi (Pd) – credo che ogni manifestazione pacifica e secondo le regole civili sia tanto legittima quanto comprensibile. E' trasversale la paura del futuro, e io tendo ad avere diffidenza di tutti coloro che hanno delle ricette perfette per affrontare una pandemia internazionale che, allo stato attuale delle cose, sembra star mandando in lockdown mezza Europa. Detto ciò: la manifestazione è stata lanciata da Fratelli d'Italia e da un consigliere comunale di Fratelli d'Italia. Però lo apprendiamo oggi. E' legittimo, ma si dicano le cose come stanno. Anche io preferirei che si pensasse a ciò che sii può fare a livello locale: quanti comuni si sono attivati per propria parte a livello locale molto più di noi per tamponare la situazione sui trasporti? E visto che si vuole ragionare di temi: durante quella manifestazione io ero in una commissione che aveva al centro una tematica ben precisa e concreta: la sicurezza in città. Ora: il tema della sicurezza è una delega del sindaco e il sindaco era in piazza e non a confrontarsi con noi in commissione. Cosa ha più senso?"

"La realtà – ha detto intervenendo il consigliere del M5S, Maglione -che stiamo affrontando è seria e per ciò occorre dare fondo alla massima responsabilità. Sarebbe facile da questa posizione vedere tutto quello che non è stato fatto a livello locale per contenere tutta questa curva pandemica. Mancano sicuramente risorse specifiche anche per cercare di risaldare danni. Il punto è che credo che dovremmo uscire da questa dinamica del puntare il dito. E' chiaro che le manifestazioni sono giuste: parliamo e proponiamo delle soluzioni per poter venire incontro alle categorie più colpite. Lasciare intendere che la chiusura di un determinato settore è un a volontà per mettere in ginocchio l'economia di un determinato settore non aiuta il Paese. Se abbiamo l'obbiettivo di portare la barca in salvo dobbiamo aiutarci. Insieme possiamo farcela".

"Occorreva fare – ha argomentato Nuti (Pistoia Spirito Libero) – una operazione di chiarezza. Oggi la volontà di non estendere tutte le forze di questo consiglio comunale sia stato mancato. Ci si muove in autonomia, questo è un dato di fatto. Credo che i margini che caratterizzano gli eventi emergano e emergono anche coloro che non ne dovevano fare parte".

"Tripi – ha attaccato il consigliere della Lega, Mazzeo – tocca un tasto dolente. Ha parlato dei trasporti. Il tasso dei trasporti è il fulcro da cui si snoda tutto il problema. Non si può chiamare in causa il comune sui trasporti visto che la competenza è regionale. Andare a dire che il comune avrebbe dovuto fare qualcosa è poco realistico. Oggi ha fatto uno scivolone proprio clamoroso. La manifestazione di bar e ristoranti ci può stare".

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