Negozi aperti fino alle 22, raccomandazioni per i cenoni: le idee del Governo in vista del 3 Dicembre

NewTuscia – Toscana: Mancano ormai dieci giorni al momento in cui scadrà il Dpcm oggi in vigore e verranno dunque adottate nuove misure per il contenimento della pandemia da Covid-19. Misure che, gioco forza, dovranno tener conto delle necessità dell’economia italiana che, con le feste natalizie alle porte, non può pensare di esser portata avanti unicamente attraverso i sussidi a fondo perduto erogati dallo Stato. Per questo motivo Governo, Comitato Tecnico Scientifico e Istituto Superiore della Sanità stanno approntando misure che dovrebbero arrivare in due momenti differenti.

L’idea è quella di adottare due Dpcm distinti: uno per il periodo tra il 3 e il 18 Dicembre, da poter confermare se i dati saranno favorevoli e, in ogni caso, da utilizzare come base di partenza per eventuali allentamenti o restrizioni; l’altro che entri in vigore intorno al Natale (21 o 22 Dicembre) e che vada specificatamente a normare i comportamenti da seguire nei giorni di festa.

Ma quali misure saranno adottate? “È ancora presto per parlare di Natale” disse Giuseppe Conte solo pochi giorni fa. Ma gli studi sono già cominciati. Oltre ad una riapertura dei centri commerciali anche nel fine settimana con ingressi contingentati si prevede la possibilità per i negozi di rimanere aperti fino alle ore 22.00. Anche bar, pub e ristoranti andranno verso la riapertura, con la possibilità di servire i clienti al tavolo (dovrà essere deciso se in un numero di quattro o di sei come massimo). In ogni caso gli esercizi della ristorazione dovrebbero poter rimanere aperti anch’essi almeno fino alle 22.

Come normare gli spostamenti? È un altro dei grandi temi che stanno facendo discutere il Governo. Da parte dell’esecutivo si lavora per rendere l’intera Italia zona gialla a partire dal 18 dicembre, con il coprifuoco che, sotto Natale, potrebbe essere ridotto: l’inizio, se i dati lo permetteranno, sarà fissato per le ore 0.00, con la possibilità di farlo iniziare un’ora più tardi, alle 1.00, nella notte di Natale, tra il 24 e il 25 Dicembre. “Gli spostamenti dovranno comunque essere mirati” dicono dal Governo. Tradotto: verosimilmente resterà il divieto di spostarsi tra regioni, a meno che non si debba rientrare presso il proprio domicilio o la propria residenza.

Anche per quanto riguarda le feste, le cene ed i ritrovi vi saranno restrizioni. Restrizioni che verranno proposte su un doppio piano: quello pubblico e quello privato. Nel primo caso infatti si lavora verso vere e proprie chiusure di vie e piazze, soprattutto nelle città più grandi e affollate, in determinate fasce orarie, così da disincentivare assembramenti. Non ci saranno divieti per quanto riguarda i ritrovi nelle case, ma solo forti raccomandazioni: il Governo vorrebbe che il Natale venisse festeggiato in pochi ed intimi, cinque o sei persone per abitazione, con il pranzo comprendente esclusivamente i parenti di primo grado. Da quanto emerge finora, tuttavia, saranno prediletti i controlli su strade piazze piuttosto che quelli riguardanti le abitazioni della collettività. “Dobbiamo comunque esortare la cittadinanza ad un atteggiamento di marcata sobrietà – ha sottolineato il Presidente del Consiglio – perché il rischio di una terza ondata è troppo grande e non ce lo possiamo permettere”.

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