Progetto Toscana Carbon Neutral, oltre 400 alberi piantati in tre aree lungo la Declassata

NewTuscia Toscana – PRATO – Saranno piantati oltre 400 alberi di più di 30 specie diverse in 3 aree della città lungo la Declassata per assorbire l’anidride carbonica, diminuire l’inquinamento dei 50 mila veicoli che ogni giorno percorrono l’arteria e favorire la mobilità sostenibile.

È questo l’obiettivo del progetto per il Bando Toscana Carbon Neutral presentato stamani dal sindaco Matteo Biffoni e dall’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Valerio Barberis.

La Toscana è la prima in Italia a sperimentare questo tipo di soluzione contro le emissioni inquinanti e il progetto prevede la realizzazione di un impianto integrato di forestazione urbana in tre aree all’interno del territorio comunale, tutte limitrofe a piste ciclabili, parcheggi, fermate degli autobus e alla declassata, un’arteria molto frequentata del tessuto urbano.

“Il progetto per il bando Toscana Carbon Neutral ci dà la possibilità di continuare a sviluppare strumenti concreti a favore della transizione ecologica per il futuro della nostra città, per provare ad impattare meno sulla nostra terra e soprattutto per vivere meglio – ha detto il sindaco Matteo Biffoni -. E i tre progetti presentati vanno esattamente in questa direzione”.

“Lavoriamo e promuoviamo da anni il modello di Un albero al posto di una pillola per sensibilizzare sull’importante ruolo degli alberi e della natura nelle città, non solo come abbellimento e resilienza urbana ma anche per il miglioramento della salute umana – ha precisato l’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Valerio Barberis -. Più alberi significa più salute, città nelle quali si vive meglio e visto che gli alberi si prendono cura di noi, noi dobbiamo prenderci cura di loro”.

Prato ha partecipato con tre progetti: quello per l’area Pecci dove c’è l’attuale colonna d’acciaio di Poirier con “ Il sogno della foresta” che prevede la piantumazione di 64 alberi e 37 arbusti per dare vita ad un bosco urbano, quello dell’area Nenni nel parcheggio scambiatore con “ Il parco-foresta” che prevede la piantumazione di 225 nuovi alberi con +25% di verde che costituirà un vero e proprio parco per l’area del Soccorso e la depavimentazione del parcheggio con meno 57% di asfalto per rendere il terreno più permeabile, e quello dell’area Rimini con “ Il grande Boulevard”, in prossimità della passerella ciclopedonale per le scuole di via Reggiana – lato via Rimini con la piantumazione di 125 alberi e interventi di depavimentazione.

L’effetto sull’abbattimento delle emissioni di sostanze inquinanti nell’aria sarà immediato con una riduzione di 125 tonnellate di anidride carbonica, meno 265 Kg di biossido di azoto e meno 6 Kg e mezzo di micropolveri inquinanti.

L’investimento complessivo per il nuovo grande polmone della città ammonta a 650 mila euro di cui 350 mila euro finanziati con risorse regionali e 300 mila euro finanziati con risorse proprie del Comune.

Il progetto definitivo per le tre aree è già stato consegnato e a breve approderanno nella fase esecutiva con le piantumazioni in primavera e autunno.

Descrizione

Area Pecci – Il sogno della foresta

Un gruppo di alberi e di arbusti definisce un “nuovo luogo”. È un posto conviviale, a servizio del museo ma, anche di scambio, di sosta e di lettura. Luogo di apprendimento sulla biodiversità, sui cambiamenti stagionali e soprattutto luogo di sapere. Il giardino si colloca in maniera perpendicolare all’arco del percorso pedonale del Pecci e definisce una connessione fisica e fortemente relazionale col museo e l’accesso alla “casa degli artisti”.

L’idea è quella di poter coniugare alcuni temi legati alla selva, come luogo di racconti e scoperte, ad un sistema di relazioni, prospettive e indizi, attraverso un’intensa esperienza in un micro-paesaggio boschivo. Una “zolla di Foresta” all’interno della città, dove la vegetazione ha la capacità di definire gli ambiti che accolgono le sculture, ed allo stesso tempo di mantenere alcuni assi visivi liberi.

Area Nenni – Il parco foresta

Il progetto può considerarsi un hardware che organizza il suolo, lo spazio e le possibilità di crescita del parco stesso, e pone all’interno di esso una visione futura per un possibile sviluppo. Il Progetto prevede un’organizzazione dello spazio urbano perpendicolarmente alla Declassata attraverso una sequenza di boschi lineari che in filigrana rileggono l’organizzazione del paesaggio pratese, stabilendo rapporti tra il quartiere, il parcheggio esistente, il polo tecnologico e le scuole, e tentando una nuova rigenerazione urbana dell’intorno. Questo sistema oltre ad organizzare in maniera densa i gruppi arborei, crea sequenze spaziali importanti che alterando spazi boscati a spazi aperti genera un’alternanza di visioni urbane che indirizzano lo sguardo, definiscono un ambito protetto e lasciano la parte centrale libera a futuri utilizzi. Le prospettive mai del tutto allineate ma anzi disassate creano sequenze mai banali. Il parco costruito diviene “costruzione diacronica” di un nuovo paesaggio che cambiando alcuni elementi, ne cambia le percezioni, i significati, ed i valori attribuiti.

Un sistema di movimenti del suolo accoglie la nuova forestazione.

Si tratta di definire degli ambiti ecologici naturali, in continuità come detto con la tessitura del paesaggio pratese, nella sua struttura organizzativa e geografica.

Area Rimini – Il grande Boulevard

Il sistema del Boulevard lungo la Declassata, definisce un segmento vegetale discontinuo che pur filtrando l’arteria di scorrimento non impedisce del tutto una connessione visuale.

Il progetto stabilisce nuovi rapporti visuali che inquadrano il paesaggio sia da via Rimini che dalla stessa Declassata verso l’esterno attraverso pause e vuoti.

Il polo scolastico e la passerella esistente, divengono elementi all’interno di un sistema di orientamento urbano. La piantumazione vegetale si struttura principalmente per gruppi, e l’alternanza tra specie sempreverdi e spoglianti genera durante le stagioni improvvisi vuoti in inverno (nuove prospettive), fasce fiorite in primavera e fasce a colori caldi cangianti in autunno.

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