Via il divieto di vendita da asporto di alcolici, De Pasquale: «In zona arancio penalizzazione eccessiva»

NewTuscia Toscana – CARRARA – Il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, a seguito del passaggio della Regione Toscana in zona Arancione, ha deciso di rivedere l’ordinanza contro l’abuso di alcolici nella zona della movida, accogliendo alcune richieste arrivate dalle associazioni di categoria. La modifica consiste nell’abrogazione del punto 2 del dispositivo, quello che vieta la vendita per asporto di bevande alcooliche dalle 16.00 alle 24.00 nei giorni di venerdì, sabato e domenica. Resta invece in vigore il punto 1 dell’ordinanza, quello che vieta il consumo di bevande alcoliche e/o qualsiasi bevanda in contenitori di vetro dalle ore 16.00 strada o in piazza, nella zona di Marina di Carrara (così come definito nella cartina allegata al provvedimento)

«Le norme previste dal passaggio in zona Arancione e in particolare la chiusura al pubblico di bar e locali comporterà una fisiologica riduzione delle presenze nella zona della movida, cosa che dovrebbe drasticamente attenuare i problemi a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane» premette il sindaco nell’illustrare le ragioni alla base del provvedimento. «Contestualmente, le prescrizioni in zona Arancione comportano per quegli stessi esercizi una drastica riduzione dell’attività , limitandola alla sola vendita di asporto. Con la nostra ordinanza in vigore a pieno regime dunque, ai locali sarebbe negata anche questa possibilità e dovrebbero restare completamente chiusi. Si tratterebbe di una penalizzazione eccessiva peraltro non più supportata da ragioni di sicurezza, e per questo abbiamo deciso di modificare il provvedimento» spiega De Pasquale precisando che l’obiettivo è quello di consentire ai bar di lavorare almeno per quel poco concesso loro dalla norma nazionale.

La modifica dell’ordinanza è stata decisa in accordo con la Prefettura: il sindaco si riserva di effettuare successivi interventi laddove si rendessero necessari a tutela della sicurezza e della salute pubblica.

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